Valchourda – Quart (AO)

27 marzo 2015 at 13:24

giancarlo

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Quota 2388
Dislivello 993
Difficoltà E
Tempo 3h15′

 

Traccia GPS

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Altimetria e dettagli

 

Questa lunga escursione (17 km circa) percorre per intero la solitaria Comba Dèche che, dal villaggio di Fonteil, si addentra verso nord terminando alle pendici della Punta di Verdona ed i contrafforti rocciosi del Monte Faroma. Il periodo migliore per effettuarla è senz’altro la primavera quando, anche se vista quota ed esposizione capita di percorre un primo tratto senza neve, si può continuare più sicuri sulla parte alta con i pendii già scaricati e la neve trasformata più portante; infatti i tratti dove prestare più attenzione sono i grandi pendii che scendono dai Becchi di Fana e quelli appena sopra Seyvaz, dove si trovano alcuni canali rocciosi. Giunti sulla poderale fuori dal rado bosco, oltre Clave, l’ambiente è sicuramente tra i più suggestivi ed estesi da percorrere e dove le pendenze non eccessive consentono una piacevole progressione in un clima da grande nord. La poca frequentazione garantisce un ambiente solitario attorniati da cime imponenti anche se poco conosciute come i Becchi di Fana, la Becca Conge, la Punta di Verdona; il panorama, chiuso nella parte alta proprio da queste cime, è molto bello verso sud dove la vista delle cime comprese tra L’Emilius e la Tersiva ci accompagnano per tutto il tragitto del ritorno.

Avvicinamento

Si percorre la A-5 Torino-Aosta e si esce al casello si Aosta est; si prende lo svincolo per Quart dalla cui rotonda si seguono le indicazioni per Trois Villes. Raggiunta la frazione si continua ancora per poco giungendo, dove termina la strada, al piazzale antistante le poche case di Fonteil, dove si lascia l’auto.

Descrizione

Dal piazzale ci si addentra tra le poche case camminando sulla strada e, dopo aver subito lasciato alla sinistra il sentiero per la Croce di Fana, si trova pochi metri più avanti un bivio ben segnalato dalle paline. Salendo quindi a sinistra per il sentiero che si stacca dalla poderale, lo si percorre sino ad incrociarla nuovamente poco sopra; senza eccessiva pendenza si entra nel vallone con percorso quasi rettilineo giungendo nei pressi delle baite di Chauvay (1642 m). Poco prima di queste si prende la mulattiera che si trova alla sinistra ignorando più avanti la traccia di una successiva che scende a destra verso un alpeggio. Con percorso a mezzacosta nel bosco si prosegue tranquillamente passando il bivio segnalato dalle paline col sentiero che si alza sulla poderale alla sinistra (1732 m) arrivando subito dopo alle baite di Brunier (1755 m).Senza guadagnare molta quota si giunge al primo tornante al quale si abbandona la poderale seguendo i bolli di vernice su una pietra che indicano di tenere la destra; compiuti pochi metri si vede sulla sinistra un caratteristico tronco arcuato (1834 m) dal quale parte il sentiero che si alza con un traverso ascendente. Passato subito un piccolo rudere alla sua sinistra si segue la fiancata boschiva arrivando su un dosso più aperto dove, deviando leggermente a sinistra, si riprende la traccia della poderale (1956 m); in caso il sentiero fosse troppo carico, o comunque difficilmente percorribile, si può comodamente seguire la poderale allungando un po’ il percorso. Compiuto un tornante si prosegue verso l’interno della comba passando dall’alpeggio diroccato di Clave (1997 m) dopo il quale si aggira un largo costone iniziando un lungo traverso; questo passa sotto gli ampi pendii che scendono dai Becchi di Fana dopo i quali, procedendo nella parte bassa del vallone, si attraversa un’ampia conca. Deviando progressivamente sulla sinistra ci si avvicina ai pendii della montagna prima dei quali si trova un ponticello dal quale, spostandosi ulteriormente a sinistra, si ritrova la traccia della poderale. Seguendola e comunque traversando alla base dei pendii soprastanti si arriva in vista dell’alpeggio di Seyvaz che in breve si raggiunge (2183 m); dalla sua sinistra si risale il pendio che raggiunge la traccia superiore della poderale a ridosso di alcuni contrafforti rocciosi (se questi non hanno ancora ben scaricato si può proseguire alla destra delle baite e, prima di raggiungere il torrente, salire più direttamente sulla sinistra i pendii un po’ ripidi). Aggirati i contrafforti rocciosi si risale tenendo la sinistra su pendii un po’ sostenuti che contornano un promontorio sovrastato da una croce (ben visibile dal basso); quando la pendenza spiana leggermente ci si dirige verso la testata del vallone dove si vedono le baite di Valchourda che si raggiungono facilmente (2388 m).

 

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