Colle St. Barthélemy, e quota 2825 – Oyace (AO)

18 agosto 2018 at 11:18

giancarlo

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Quota 2635 (Colle), 2825 (Punta)
Dislivello 1522
Difficoltà EE
Segnavia 4, 105, s.n.
Tempo 3h30′ (Colle), 4h15′ (Punta)

 

 

Traccia GPS

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Altimetria e dettagli

 

 

Il Colle di St. Barthélemy mette in comunicazione l’omonima valle negli alti territori di Nus ela Valpelline, nel territorio di Oyace; il sentiero di salita, da quest’ultimo versante, si sviluppa in un solitario vallone con percorso molto bello prevalentemente sulla sua destra orografica e la pendenza, mai eccessiva, ma quasi costante sino al colle. Molto belli sono altresì i pascoli e gli ambienti della parte alta dalla Tsa di Verdona in poi mentre,  per il raggiungimento del colle, si salgono belle e solitarie vallettine dove si possono avvistare esemplari di fauna alpina.La Puntaquota2825 m, cha si trova alla destra del colle, si raggiunge oltrepassando alcune altre “quote” minori e fa parte della cresta che raggiungela BeccaCongeed altre che separano la valle centrale dalla Valpelline. Il suo raggiungimento non comporta eccessive difficoltà, solo piede fermo nei pochi punti di terriccio più ripido; in discesa, volendo accorciare il percorso, si raggiunge il primo colletto e da questo si devia a sinistra perdendo velocemente quota sul pendio detritico scegliendo il percorso migliore ma, comunque, mai troppo ripido per poi, una volta raggiunto il fondovalle, ricongiungersi al sentiero di salita nei pressi del torrente. Il panorama è molto bello sul Grand Pays, sulla Becca Conge e le molte altre cime limitrofe; bello è lo scorcio sulla piramide della Becca di Luseney e, in salita, sul Mpnte Cervo e il Noeud dela Rayette.

Avvicinamento

Si percorrela A-5Torino-Aostauscendo alla barriera di Aosta est e, proseguendo per il Traforo del Gran San Bernardo, si oltrepassano le due gallerie; all’uscita della seconda, si devia a destra seguendo le indicazioni per Valpelline e Oyace. Da qui, in corrispondenza della frazione Grenier, si seguono le indicazioni perla Cappelladella Madonna della neve arrivando alla frazione di Vernosse; oltrepassate le case si continua sulla strada asfaltata fino al suo termine dove si trova un cartello di divieto di transito.

Descrizione

Dal divieto di transito si sale sul sentiero che parte dai cartelli metallici salendo subito con buona pendenza nel bosco di faggi e conifere; si sale con qualche ampio tornante un costone boschivo per poi, più direttamente, salire ad una radura dove ci si tiene sulla destra, traversando poi a sinistra per raggiungere la baita di Verdona (1612 m). Passati davanti alla costruzione, si devia a sinistra col sentiero che giunge ad attraversare un canalone che si attraversa a destra rientrando nel bosco. Rimanendo sempre sulla destra orografica del vallone, si passa alla sinistra dei ruderi di un’antica segheria dopo di che si compiono un paio di tornati alla sinistra dopo di che  la pendenza spiana leggermente traversando a mezzacosta il pendio passando dai ruderi di Brouille (1726 m). Continuando per poco in traverso, ci si sposta poi alla sinistra guadagnando quota verso l’intaglio di una cascatella che si raggiunge attraversando poi a destra su un ponte di legno; passati appena sopra a dei ruderi (2161 m) ci si dirige verso la testata del vallone che si raggiunge da sinistra; qui si giunge in un pianoro erboso dove si piega a destra passando dalle baite diroccate di Tsa de Brouille (2243 m). Contornando la conca da destra a sinistra, ci si avvicina al visibile  alpeggio di Tsa de Verdona che in breve si raggiunge (2315 m); poco lontano si trovano le paline dei sentieri dalla quali si continua diritto risalendo un dosso erboso avvicinandosi poi al torrente che si attraversa a sinistra. Si aggirano con percorso panoramico alcune balze erbose dopo di che si devia a destra per entrare in un valloncello che si percorre sul fondo; passando nel punto di minor pendenza tra alcuni dossi, si piega ancora leggermente alla destra per risalire l’ampio pendio che adduce al colle ben visibile al di sopra e che si raggiunge dalla destra (2635 m). Dall’insellatura si devia a destra raggiungendo la vicina puntina rocciosa che si passa facilmente alla destra arrivando alla dorsale erbosa che conduce alla quota 2712 m. Scesi su comoda dorsale dal versante opposto, si risale verso un dentino roccioso rimanendo sulla destra del pendio arrivando, subito dopo, alla quota 2765 m; scesi anche da questa alla sinistra del filo dove si trovano alcune basse rocce inclinate, si prosegue arrivando in breve ad un masso situato sulla quota 2765 m da dove si continua piegando leggermente alla sinistra verso il pendio erboso che scende dalla punta. Arrivati alla spalla, si percorrono gli ultimi metri arrivando all’ometto della punta a quota 2825 m.

 

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