Monte Tagliaferro – Rima (VC)

16 luglio 2017 at 17:35

giancarlo

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Quota 2965
1694 m) 1527
Difficoltà EE
Segnavia 318
Tempo 3h45′

 

 

Traccia GPS

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Altimetria e dettagli

 

 

Il Monte Tagliaferro è la cima più elevata della dorsale che separa Alagna Valsesia, alla testata della Val Grande, da Rima che si trova alla testata della selvaggia Val Sermenza. Il sentiero è sempre evidente e ben tracciato sino in vetta ed attraversa, nella parte bassa,bellissimi ambienti lussureggianti di vegetazione arrivando poi ai vasti prati della parte mediana per terminare con il breve tratto su pietraia sotto la vetta. Il punto più faticoso è il pendio in forte pendenza che porta al Passo del Gatto dove in salita può essere necessario appoggiare le mani in un paio di occasioni, mentre in discesa non permette alcun errore di progressione ed è sconsigliato a coloro che soffrono di vertigini: per questi motivi è meglio evitarne la percorrenza in caso di terreno bagnato. Dalla Madonnina di vetta, nelle giornate terse, si gode una splendida vista dei rocciosi versanti meridionali dei “4000″ del Monte Rosa e del Corno Bianco senza però trascurare le altre belle vette escursionistiche che le valli adiacenti offrono.

Avvicinamento

Si percorre la A-26GenovaGravellona Toce uscendo al casello di Romagnano Sesia; qui si prende la direzione per Alagna superando il capoluogo Varallo sino alla rotatoria di Balmuccia. Si seguono ora le indicazioni per Rima che si raggiunge dopo aver risalito interamente la selvaggia Val Sermenza e dove si lascia l’auto nei comodi parcheggi antistanti il villaggio.

Descrizione

Dai parcheggi si sale al paese raggiungendo la chiesa tenendo poi la sinistra seguendo le indicazioni per il rifugio Ferioli; giunti nella parte alta delle abitazioni si tiene la sinistra dove si trova l’inizio del sentiero. Si scende di poco per attraversare il torrente e seguire il sentiero lastricato deviando poi a destra e costeggiare un basso muretto a secco che passa alla sinistra di una casa isolata dopo la quale, in corrispondenza di un tabellone esplicativo dei sentieri della zona, si trova un bivio del sentiero (1460 m). Qui si devia alla sinistra sul sentiero a tratti lastricato salendo in un bosco di faggi dove, dopo numerosi tornanti, si arriva ad un bivio segnalato dalle paline (1694 m); deviando anche qui alla sinistra, si scendono pochi metri per raggiungere un torrente che si attraversa su un ponticello in cemento. Si prosegue ora con un traverso in poca pendenza che aggira un largo costone giungendo appena sotto le baite di Scarpia di sotto che, con un breve strappo, si raggiungono (1709 m); raggiunta la baita alta sulla sinistra si trova una palina che ci indica di proseguire a sinistra. salendo per un pendio di felci e bassa vegetazione. Quando la pendenza diminuisce, si devia leggermente a sinistra arrivando in breve alle baita di Scarpia di sopra (1917 m); attraversate le poche baita si tiene la sinistra andando ad attraversare un torrentello dopo il quale si sale più decisamente su un pendio di ontanelli e bassa vegetazione. Usciti su terreni più aperti, si taglia verso destra un pendio di rododendri raggiungendo un pianetto dove si trova un bivio non segnalato (2172 m) al quale, ignorato il sentiero che prosegue diritto, si continua la salita alla sinistra. Il sentiero si snoda ora su terreno erboso con la pendenza che aumentando, un po’ gradatamente, ci fa raggiungere l’ampia insellatura del Passo del Vallarolo (2359 m) dove si trova un grande ometto di pietre. Qui il sentiero ci fa rifiatare un poco avanzando con modesta pendenza sul pendio erboso in direzione di un grande masso isolato che si aggira alla sinistra; piegando leggermente a destra si risale ora direttamente una poco marcata costola erbosa al termine della quale ci si sposta verso sinistra all’inizio del ripido pendio erboso. Da questo punto la pendenza si impenna improvvisamente ed il sentiero, salendo nella parte iniziale con stretti tornanti, si porta verso una parete rocciosa appena prima della quale devia a sinistra; qui, con la pendenza che si abbassa temporaneamente, inizia un breve traverso che aggira un costone roccioso. Al suo termine si riprende a salire sul ripido pendio col sentiero che, in un paio di punti, può rendere necessario l’appoggio delle mani; superati faticosamente ancora alcuni stretti tornanti si mette piede sull’aereo  Passo del Gatto (2730 m). Da qui si segue la traccia che, perdendo qualche metro di dislivello, si abbassa leggermente alla sinistra del pendio superando un paio di rocce lisce dopo di che, deviando alla destra, aggira un piccolo costone roccioso riprendendo poi a salire su terreno gradatamente più ripido per raggiungere un colletto (2844 m). Da questo punto si devia a sinistra superando il masso col bollo segnavia avvicinandosi così ad una pietraia; questa si risale col sentiero ben marcato che si porta verso destra avvicinandosi ad una corta paretina rocciosa che si passa alla base dopo di che, svoltando decisamente a sinistra, si compie l’ultimo breve strappo che porta alla Madonnina della vetta.

 

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