Mont de l’Arp Vieille – Valgrisenche (AO)

25 giugno 2017 at 09:44

giancarlo

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Quota 2966
Dislivello 1145
Difficoltà EE
Segnavia 14 B, s.n.
Tempo 3h00′

 

 

 

Traccia GPS

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Altimetria e dettagli

 

 

Il Mont de l’Arp Vieille si trova sulla lunga cresta che, da sud, scende dal Rutor separando il vallone di San Grato da quello dell’Arp Vieille sopra Bonne in Valgrisenche. E’ un cima molto gettonata soprattutto nella stagione invernale che, anche nella stagione estiva, offre però un bel percorso su comodi sentieri e, al loro termine, una divertente parte su terreni più impervi ma mai pericolosi od esposti, anche se in qualche occasione ci si può aiutare con le mani; dal ricovero Ricci si trovano anche labili tracce di passaggio e comunque, in mancanza di queste, la salita è sempre evidente con la vetta soprastante da prendere come punto di riferimento. Il panorama dalla vetta è tra i migliori della Valgrisenche ed abbraccia sia la parte bassa della valle, con la Becca di Tos, Tsabouc, Feluma e Tey, sia la parte alta con Rabouigne, Grand Rousse e gli altri “3000”, confinanti con la Francia,che coronano i ghiacciai occidentali; bello lo scorcio sul Gran Paradiso e, nelle giornate terse, anche su Cervino e Dent d’Herens.

Avvicinamento

Percorrendo la A-5 Torino Aosta si supera la barriera di Aosta est dirigendosi verso il tunnel del monte Bianco e si esce al casello di Aosta ovest. Si seguono le indicazioni per Courmayeur e, superata Arvier si svolta, in corrispondenza di una rotonda, verso Leverogne da dove si sale verso la Valgrisenche. Si percorre la strada di fondovalle sino al capoluogo e si prosegue, evitando la deviazione a sinistra per la diga, verso la frazione di Bonne che si supera di qualche centinaio di metri sino ad incrociare sulla destra una strada poderale (1849 m) dove vi sono evidenti paline e dove si può lasciare l’auto in qualche slargo adiacente.

Descrizione

Dalla strada asfaltata ci si incammina sulla sterrata che si alza in corrispondenza delle evidenti paline (1866 m) e che dopo un paio di tornanti ne incrocia un’altra sulla destra (1914 m) che si abbandona per proseguire sino a giungere nei pressi delle baite di Bochat. Poco prima di queste (1953 m) si trova un sentiero sulla destra che, incrociando parecchie volte la poderale, taglia il suo percorso accorciandone sensibilmente la percorrenza;  giunti ad una quota di2111 msi trovano, sopra un grosso masso  ai bordi della strada, i bolli gialli che ci fanno proseguire su di essa verso sinistra. Camminando in lieve pendenza si passa poco sotto le baite di Meillares incrociando un bivio segnalato da una palina (2173 m) che si lascia a sinistra per proseguire per pochi metri dove, in corrispondenza di un grosso masso con evidenti bolli gialli, si abbandona la poderale per imboccare il sentiero che da questa si stacca sulla sinistra (2187 m). Si sale per le basse ondulazioni di magri pascoli compiendo un traverso sulla fiancata della montagna e, dopo aver risalito un poco pronunciato promontorio, si giunge ad un bivio (2491 m), segnalato da un bollo giallo su di una pietra in terra, al quale si prosegue sulla sinistra salendo con alcuni tornanti sempre su traccia evidente. Entrati in una piccola conca ci si avvicina agli sfasciumi dove, ignorato un sentiero che prosegue sulla destra si arriva ad una quota di2614 mdove si trova un altro  bivio al quale, svoltando a destra (e non a sinistra come indicato dalla freccia sul sasso più avanti), si compie un semicerchio su comodo sentiero arrivando sotto la verticale del colle; dopo essere passati davanti ad una baita diroccata (2661 m) si arriva subito al colle quotato2672 mdove si trova un alto omino di pietre che si supera sulla destra. Proseguendo sul sentiero si passa accanto ad un’altra baita diroccata datata 1892 (2692 m) per arrivare poi in breve al ben visibile ricovero capitano Ricci posto qualche decine di metri più sopra (2764 m). Superatolo, si prosegue sulla dorsale di erba e detriti rimanendone leggermente alla destra; oltrepassato un piccolo affioramento roccioso sulla destra si sale un tratto più ripido arrivando ad un evidente ometto (2901 m) dal quale si prosegue sulla destra. Risaliti alcuni blocchi di pietra si giunge su un breve tratto di terreno più erboso dove ci si sposta gradatamente sulla destra per arrivare alla base della cresta finale; questa si supera, aiutandosi eventualmente con le mani, per grossi blocchi di pietra giungendo sotto la verticale della croce ormai evidente. Ancora qualche facile passaggio su rocce rotte dopo le quali, risalito qualche metro di piccole zolle e terriccio, si arriva alla piccola croce metallica posta appena sotto la vetta.

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