Becca Torché – Issime (AO)

25 luglio 2015 at 16:59

giancarlo

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Quota 3008
Dislivello 1606
Difficoltà EE
Segnavia 1, 1C
Tempo 4h00′

 

Traccia GPS

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Altimetria e dettagli

 

La Becca Torché, insieme alla Becca di Vlou, fa parte delle delle “Dame di Challand”; due estetiche vette situate sulla cresta che, separando le basse Valli di Gressoney ed Ayas, inizia dal Monte Crabun e termina con la vetta del Mont Nery. Il percorso attraversa il  bellissimo vallone di Scheity, sopra Issime, arrivando sino alla sua testata sotto il Colle Dondeuil; nella rima parte si cammina tra pascoli ed alpeggi con molte baite in stile Walser, mentre nella parte alta l’ambiente cambia decisamente assumendo le caratteristiche dei terreni dell’alta montagna. Il sentiero è comodo e ben visibile sino a Munes mentre dopo, oltre a salire ripidamente gli ultimi 1000 metri di dislivello, si perde in alcuni punti; gli ometti e le frecce gialle devono essere ben individuati soprattutto da Obru Vlu sino in cima. La dorsale finale, dal colle a quota 2804 m sino alla croce di vetta, non presenta tratti o passaggi esposti ma richiede solo piede fermo sulle pietre e nei brevi tratti di terreno friabile. Il dislivello è notevole come pure notevole è il panorama che si gode dalla vetta con un giro d’orizzonte che dallo scorcio sulla pianura passa al gruppo del Monte Rosa, ai numerosi altri 4000 della catena alpina, al fondovalle, ai gruppi montuosi del Mont Avic del Monte Emilius e del Gran Paradiso; molto bella è la vista della vicina Becca di Vlou e delle altre cime e vallate della bassa Valle d?Aosta.

Avvicinamento

Si percorre la A-5 Torino Aosta e si esce al casello di Pont St. Martin seguendo poi le indicazioni per la Valle di Gressoney; giunti ad Issime si attraversa l’abitato sino a raggiungere il parcheggio del Municipio di fronte al quale inizia una strada asfaltata. Si risale con numerosi tornanti sino a quando si trova un cartello di divieto di transito appena prima del quale si trova sulla sinistra uno slargo dove posteggiare l’auto; volendo c’è anche un altro piccolo slargo qualche metro più avanti.

Descrizione

Dal cartello di divieto di transito si cammina ancora per qualche decina di metri sulla strada sino a trovare una scalinata erbosa che si alza sulla destra in prossimità di una curva; si sale su questa  entrando nel boschetto col sentiero che da subito si presenta con una buona pendenza. Si passa subito davanti alla baita isolata di Hantschecku (1506 m) e si continua sull’erta dorsale nel bosco dove si trovano le baite di Eku (1581 m). Usciti in spazi più aperti il percorso, andando a lambire la strada poderale, si snoda su un pendio erboso un po’ meno inclinato sopra il quale si giunge alla chiesetta di San Grato (1682 m) situata in bel villaggetto in un pascolo al limitare di un bosco di conifere. Lasciata la chiesetta alla destra si prosegue traversando il pendio sulla sinistra col sentiero che arriva ad una biforcazione (1714 m) alla quale, ignorato il sentiero che si stacca alla destra, si continua verso la vicine baite di Ruasi; da queste si cammina, sempre sul poco inclinato traverso, in direzione delle baite di Toifi (1729 m) sino a raggiungere l’ultima di esse. Passati davanti ad essa si prosegue sul sentiero che, entrando ed uscendo dal bosco, traversa la fiancata della montagna dove si trova una bella baita walser isolata e, più avanti, l’alpeggio di Keratschlatz (1839 m). Dopo un tratto ancora a mezzacosta, si piega a sinistra oltrepassando il torrente su un ponticello (1904 m) oltre il quale si attraversa un rado bosco di conifere col bel sentiero che, dopo essere passati con una piccola scalinata tra due massi, esce su un pianoro di grandi massi erratici; poco più avanti si arriva ad un bivio dove si ignora il sentiero che scende sulla sinistra verso un pianoro (1915 m). Tenendo dunque la destra si supera un successivo ponte oltre il quale si passa tra grandi massi dove, tra essi si trova una baita isolata (1992 m) dalla quale, sulla destra, si vede la nostra meta ancora lontana. Ancora pochi minuti di cammino e si arriva quasi alla testata del vallone dove troviamo la cappella della Madonna delle Nevi situata tra le poche case di Munes (2015 m); qui, sulla sinistra della cappella, si trova un cippo con le paline dei sentieri dal quale si prosegue verso il fondo del vallone dove si vede il pendio che conduce al Colle Dondeuil. Percorse qualche decina di metri si supera un masso col bollo segnavia deviando alla destra seguendo una freccia su un altro sasso; qui il sentiero non è molto evidente ma, seguendo le frecce gialle o a “vista”, si raggiunge la visibile baita solitaria di Stein (2040 m) costruita a ridosso di un grande masso. Il sentiero, ora un po’ più visibile, prosegue alla destra della baita indirizzandosi verso un evidente canale erboso; qui il percorso si fa subito ripido e con strette svolte lo si risale faticosamente arrivando quasi al suo termine dove si traversa a destra passando tra due pinetti uscendo in un più ampio pendio. Qui, seguendo gli ometti e le frecce, si continua sul sentiero che si addentra per poco nella conca superiore spostandosi poi sulla sinistra, con un traverso dove la pendenza spiana leggermente, giungendo alle baite di Obru Vlu (2360 m). La traccia, indicata con ometti e frecce, prosegue alle loro spalle risalendo leggermente sulle sinistra un pendio di erba e pietre; spostandosi sempre leggermente sulla sinistra si attraversa una piccola pietraia e si giunge al centro di un vallone, dove la traccia si perde a tratti, arrivando ad una quota di circa 2519 m punto in cui si svolta decisamente a sinistra (non farsi confondere da qualche ometto che prosegue diritto sul più invitante pendio). Qui la labile traccia compie un traverso puntando le alte rocce lisce ben evidenti alla sinistra delle quali si vede già, dal punto di deviazione, un piccolo muretto a secco che sostiene il sentiero; passati dunque alla base delle rocce lisce (frecce) si aggira un piccolo sperone erboso salendo verso sinistra dove si oltrepassa una piccola sorgente arrivando più sopra ad un bivio con la traccia proveniente dalla sinistra dal Colle Dondeuil (2612 m). Lasciata la traccia alla sinistra si continua sui pendii erbosi camminando sulla traccia tra erba e sassi che si alza staccandosi dalla pietraia centrale del vallone verso la cresta erbosa sulla sinistra. Anche qui la traccia si perde un po’ nell’erba ma, spostandosi ancora un po’ a sinistra, si compiono alcuni tornanti che raggiungono un marcato colle (2804 m) dove si trova un visibile ometto; questo colle, se si perde la traccia, si raggiunge si raggiunge anche a vista risalendo il ripido pendio erboso e puntando all’ometto. Da questo si inizia la salita sulla dorsale che, su buona traccia, non presenta difficoltà se non la ripidezza pressoché continua; si rimane sul largo filo passando poi da un erto canalino erboso alla sinistra di una roccia liscia sopra il quale il terreno diviene erboso e più agevole. Ora, sempre con la traccia visibile, si risale il pendio erboso puntando ad una evidente roccia a forma di parallelepipedo che si trova alla sommità di esso e sopra la quale si vede ormai vicina la vetta; ora non rimane che percorrere gli ultimi metri rimanendo preferibilmente alla sinistra delle rocce lisce che precedono la vetta arrivando così in pochi minuti alla panoramica croce.

 

1 Commento

  1. Paolo 29 luglio 2015 Rispondi

    Una piccola precisazione, la becca Torché non è a ovest delle dame di Challand, ma insieme alla becca di Vlou, ne fa parte.

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