Rifugio Nacamuli – Bionaz (AO)

27 luglio 2010 at 10:44

giancarlo

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Quota 2846
Dislivello 937
Difficoltà E
Segnavia 8
Tempo 3h30’

 

Traccia GPS

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Il rifugio è situato nella selvaggia parte alta della Comba d’Oren ed è situato sopra un piccolo promontorio roccioso sotto le Punte d’Oren; consta di poco più di 50 posti ed è utilizzato come punto d’appoggio per le salite alpinistiche della Punta Kurz, del Mont Brulé e delle vie di roccia della Vierge e dell’Eveque. Nei punti più critici ed in corrispondenza di rocce lisce, che potrebbero causare problemi nel caso fossero bagnate o verglassate, sono presenti alcune corde e gradini metallici che facilitano la progressione; quest’ultima, per tutto l’itinerario, si sviluppa su lunghi tratti quasi pianeggianti alternati a ripide salite. Il panorama è un po’ chiuso dalle vette circostanti ma proprio su queste la vista è splendida e ravvicinata. Il consiglio è di completare l’escursione con il raggiungimento del Col Collon (3078m) raggiungibile in circa un’ora su un percorso senza difficoltà.

Avvicinamento

 

Si percorre la A-5 Torino-Aosta uscendo alla barriera di Aosta est e prendendo la direzione per il Traforo del Gran San Bernardo; superata la seconda galleria si svolta a destra seguendo le indicazioni per Valpelline e la diga di Place Moulin che si raggiunge dopo aver percorso la valle in tutta la sua lunghezza. Giunti alla diga si lascia l’auto nei comodi parcheggi adiacenti.

Descrizione

Dal parcheggio si prende la strada sterrata che, costeggiando il lago, si inoltra nel vallone e dopo qualche centinaio di metri si devia sulla sinistra per il sentiero indicato da bolli gialli che sale dolcemente tra la vegetazione; camminando su un tracciato a mezzacosta poco inclinato si arriva ad intersecare una poderale (2131 m) percorrendo la quale si passa davanti all’alpeggio di Arpeyssaou (2139 m). Superatolo si continua con un panoramico percorso a mezzacosta sino al suo termine dove si trasforma in sentiero e, con numerosi saliscendi si giunge ad un bivio segnalato da una palina (2116 m) oltre la quale, dopo un breve tratto in salita, si devia gradualmente sulla sinistra per entrare nella Comba d’Oren. Si passa subito davanti al un rudere di Praz Mondzou damon (2166 m) e si continua su percorso pressoché pianeggiante superando una palina situata ad un bivio col sentiero proveniente dal basso ed arrivando, poco oltre, all’alpeggio di Grand Oren (2175 m); sempre camminando in direzione del fondo del vallone si arriva ad un ponte col quale si attraversa il torrente e si passa accanto all’alpe Garda (2223 m) oltre la quale si attraversa una zona franosa. Dirigendosi verso una evidente morena erbosa si tiene la destra e, compiuto qualche tornante un po’ ripido, si entra in un piccolo avvallamento tra la morena stessa e la fiancata della montagna, costeggiando il corso del torrente ed avvicinandosi sempre più ad esso si passa una grossa pietra con bolli gialli. Si attraversa ora sulla destra, sinistra idrografica, il Plan di Gan che è un pianoro glaciale al cui termine si inizia a salire su terreno pietroso dove si trova una grande pietra con una freccia gialla che ci indica la direzione; ora la pendenza aumenta un po’ e, sempre su terreno pietroso, ci si avvicina ad un’alta bastionata erbosa alla sinistra di un canale dove, dopo aver attraversato un ruscelletto, inizia un breve tratto attrezzato. Ora il sentiero si fa molto ripido e, aiutati da qualche corda fissa e da gradini metallici, si iniziano a risalire faticosamente i numerosi e stretti tornanti che ci portano alla sommità dove si trova un ometto di pietre. Superato questo ci si dirige verso destra dove sentiero perde di pendenza e da cui si può vedere, sopra un promontorio roccioso, la costruzione del rifugio; inoltrandosi nella parte alta della Comba d’Oren si attraversa un ponticello di legno (2727 m) e, dopo un breve tratto pianeggiante, si inizia a salire su terreno sconnesso passando sotto il rifugio; con un largo semicerchio da destra a sinistra si raggiunge il pendio che si sale su terreno un po’ sconnesso e ripido sotto la verticale dei rifugi. Arrivati ad un bivio (2804 m) si svolta a sinistra e si raggiunge il soprastante vecchio rifugio Col Collon (2833 m) al quale si tiene la sinistra e, rimontato un ripido ma breve canale di rocce rotte, si arriva subito al rifugio.

 

 

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