Lacs de la Plate – Pré St. Didier (AO)

27 luglio 2026 at 10:55

giancarlo

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Quota 2458
Dislivello 1214
Difficoltà EE
Segnavia 4, s.n.
Tempo 3h15’

Traccia GPS

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Il lago, non molto esteso, è collocato in un isolato anfiteatro di monti che vanno, da destra verso sinistra, dal Mont Nix al più elevato Mont Berrio Blanc. L’escursione, che si svolge in luoghi tranquilli e non molto frequentati, si sviluppa tra la valle di La Thuile ed il colle d’Arp, sul quale arrivano gli impianti di risalita di Courmayeur, percorrendo il solitario vallone di Youlaz dalla caratteristica forma a “U” a testimonianza della presenza di ghiacciai in epoche remote. Il percorso è ben segnato sino alla deviazione dalla stradina per scendere verso il torrente; da qui si trova un sentiero evidente, alternato a tratti inerbiti ed ad altri dove scompare brevemente; anche in questi tratti, come pure nel restante percorso,  non vi sono difficoltà di percorrenza. Poco sopra le sponde del bacino, infisso in un masso, è stato inserito un punto trigonometrico.

Avvicinamento

Raggiunta l’uscita dell’autostrada A5 a Morgex si prosegue in direzione di Courmayeur e, dopo alcuni chilometri, raggiunto il paese di Pré-Saint-Didier, si entra nell’abitato e si seguono le indicazioni per La Thuile. Dopo circa 7 chilometri si giunge al villaggio di La Balme dove si lascia l’auto. La partenza del sentiero è sulla strada regionale in corrispondenza di una stradina asfaltata sulla destra in salita dove si trova un’indicazione per La Balme ed anche i bolli gialli recanti il numero del sentiero: qui bisogna parcheggiare sulla strada. In alternativa si prosegue per 300-400 metri ed, in prossimità di una curva si trova il piccolo parcheggio (4 posti) antistante le prime case di La Balme.

Descrizione

Se si parte dalla stradina in salita si percorrono alcune centinaia di metri e, dopo un ponte, si trovano le paline sul muro di una casa all’inizio di una stradina (Ruelle du Clou) sulla destra. Se invece si parte dal piccolo parcheggio si entra nell’abitato e svoltando a destra si raggiunge la chiesetta, si gira ancora a destra e, al secondo vicolo a sinistra, si trovano le paline sopra citate. Si sale nel bosco compiendo una traversata a mezza costa verso sinistra e poi verso destra; dopo numerosi tornanti in cui la pendenza si accentua, si passa vicino ad un rudere di una casa e poco oltre si attraversa su di un ponticello un impetuoso torrente giungendo ad una strada interpoderale. Subito di fronte si trova il proseguimento del sentiero, ben segnalato dalle paline, che arriva ad incrociare nuovamente la strada appena sopra l’alpeggio di Arp desot (1762 m). Proseguendo ora per la poderale si incontra un bivio dopo alcuni tornanti, si prende la diramazione di sinistra e, superate le sottostanti case di Peson (1890 m), si esce dal bosco. Si prosegue sotto un costone roccioso e, passati di fianco alla baita Mayen inf. De la Youlaz (1931 m), vicino ad una cascata, si salgono ancora alcuni tornanti per entrare  nell’ampio vallone di Youlaz in prossimità dell’alpeggio di Mayen de la Youlaz (2019 m). In fondo al vallone troneggia la ghiacciata parte sommatale del monte Bianco che, nelle giornate serene, si incastona splendidamente tra il verde dei pascoli e l’azzurro del cielo. Dopo aver oltrepassato dei ruderi a destra della mulattiera si ignora un bivio con un sentiero che si stacca verso destra, segnalato dai bolli di vernice su un masso (2044 m). Con una pendenza che aumenta di poco, si salgono un paio di tornanti dopo i quali si abbandona la stradina in corrispondenza del bivio segnalato su un sasso (2325 m); percorsi pochi metri, sulla sinistra si trova una traccia erbosa ed un ometto dal quale ci si abbassa, in diagonale sulla bassa sponda erbosa, verso il torrente. Lo si guada nel punto migliore (c’è anche qui un ometto ma non è detto che sia il punto migliore) e si risale, su un marcato sentiero, il breve ma ripido pendio erboso; sopra questo, si cammina senza guadagnare eccessiva quota in traverso sulla poco inclinata fiancata erbosa, andando ad aggirare un alto costone erboso. In questo tratto si trova una traccia inerbita, che a brevi tratti scompare, con la quale ci addentriamo sempre con facile traverso nel selvaggio Vallon des Charmonts; seguendo anche gli ometti, si arriva ad un grosso masso dove si trova una freccia di vernice che ci fa deviare verso destra. Rimanendo sempre sulla sinistra orografica, si attraversa un breve tratto di rocce rotte dopo le quali si riprende il sentiero che si alza di fianco all’estuario; appena sopra, con la pendenza che aumenta leggermente, si risale un breve canalino erboso, che si attraversa alla sinistra, per superare poi la bassa dorsale erbosa, dove su un masso si trova un bollo di vernice, oltre la quale si giunge poco al di sopra del lago.

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