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Refuge de l’Archeboc – Valgrisenche (AO)
| Quota | 2028 (rifugio) – 2639 (max) |
| Dislivello | 1388 |
| Difficoltà | E |
| Segnavia | 13, AVG, bolli gialli |
| Tempo | 3h30’ |
Il refuge de l’Archeboc si trova in territorio francese nel comune di Sainte-Foy nella regione del Tarentaise e, più precisamente, nel Vallon de Mercuel, che è separato dalla Valgrisenche, in Italia, dal Col du Mont. Si tratta di una piccola costruzione, in località La Motte, tra il Bec de l’ Âne e la vetta più alta dell’Archeboc; si trova sull’itinerario dell’Alta Via Glaciale, consta di 30 posti ed è a gestione privata. Per raggiungerlo si effettua un’escursione “saliscendi” che, in salita, percorre il bel vallone di San Grato per poi scendere verso il Vallon de Mercuel, percorrendo un’ampia dorsale tra i torrenti de la Motte e des Treusses. Durante la salita si gode, verso destra, della vista della conca del lago San Grato dominata dal gruppo del Rutor e, dalla parte opposta, del massiccio con l’Ormelume e la Punta Maurin. Nella prima parte della discesa, sul versante francese, si ha un bello scorcio sull’Aiguille des Glaciers e sul versante del Brouillard del lMonte Bianco, successivamente la vista spazia sulle innumerevoli cime sulla molto ampia Tarentaise.
Avvicinamento
Si percorre la A-5 Torino-Aosta, si supera la barriera di Aosta est e si esce al casello successivo di Aosta Ovest. Si prosegue in direzione di Courmayeur, si supera il comune di Arvier e giunti al villaggio di Leverogne si seguono le indicazioni per la Valsavarenche; giunti al capoluogo si prosegue per Bonne e si continua sulla strada che costeggia dall’alto il lago di Beauregard sino ad una quota di 1930 m circa dove si trova un bivio con le paline con l’indicazione dell’itinerario per il Col du Mont e dove si può lasciare l’auto negli slarghi adiacenti.
Descrizione
Si imbocca la strada poderale che si stacca a destra delle paline e che si addentra con modesta pendenza nel vallone rimanendo qualche decina di metri sopra il torrente; dopo qualche centinaia di metri si passa tra le baite dell’alpeggio di Grand’Alpe (2002 m) e poco oltre si lascia sulla destra un cippo con sopra una croce. Poco oltre si trova un bivio, segnalato da una palina, dove si ignora il sentiero che prosegue alla sinistra Continuando a camminare senza guadagnare molta quota si arriva alla baita di Revèraz dèsot (2157 m), sul muro della quale si trovano i bolli col numero del sentiero indicativi dell’itinerario; percorse alcune decine di metri, si trova un bivio, segnalato dalle paline situate su una pietra (2175 m), al quale si devia a sinistra. Si scende di qualche metro, verso il torrente, e lo si supera attraverso un ponticello proseguendo poi verso sinistra con un traverso sulla fiancata della montagna che passa un ruscello e raggiunge un bivio con un sentiero proveniente da sinistra (2240 m). Ora si sale abbastanza direttamente per il canalone da cui, sulla destra, si ha una bella vista della Becca du Lac, sul ghiacciaio di San Grato e sul Rutor con la cresta che scende a sud; più sopra, si passa accanto ad una casermetta diroccata (2503 m) sopra la quale si vede l’ormai vicino colle. Si rimonta direttamente verso la sinistra la parte finale del canalone, evitando gli eventuali nevai residui presenti anche in stagione avanzata, per arrivare in breve all’insellatura; qui si trovano due cippi di pietre con sopra una croce ed un pannello esplicativo dell’Alta Via Glaciale, e da cui è ben visibile verso nord anche il ricovero capitano Mathieu. Dal colle si scende per l’evidente sentiero che si abbassa dolcemente sull’opposto versante, aggirando alla sinistra un dosso erboso; si scende ora, più ripidamente, sulla fiancata erbosa col sentiero a tratti scavato dall’acqua che compie numerosi ampi tornanti, raggiungendo un’ampia dorsale. Qui, percorrendola sulla sinistra, la pendenza diminuisce leggermente fino a quando, nei pressi ti un tornante, si vede poco sotto la costruzione del rifugio, che in breve si raggiunge.
























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