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Tête de Ferret, Arête des Plantins – Orsiéres, Vallese (CH)
| Quota | 2710 (Tête Ferret), 2465 (Arête des Plantins) |
| Dislivello | 1035 |
| Difficoltà | E |
| Segnavia | Bolli bianco rossi, s.n. |
| Tempo | 2h30’ (Tête Ferret), 3h30’ (Arête des Plantins) |
La Tête Ferret è situata al confine italo-svizzero tra le due omonime valli Ferret e, più precisamente, si trova tra i due colli di Grand e Petit Ferret. La salita si sviluppa, per la gran parte, sul percorso del Tour del Monte Bianco, fino al Grand Col Ferret per poi proseguire su un marcato sentiero fino in vetta; se fino al colle il sentiero è comodo e mai ripido, in questa ultima parte è molto scavato dall’erosione idrica dove, a tratti, conviene uscirne e risalire sull’erba ai suoi lati. Fino al colle il panorama è ristretto alla parte più alta della pittoresca Val Ferret dominata, sulla destra idrografica, dalla cresta rocciosa di Les Marmontaines con il Grand Six Blanc; dal colle, ed ancor più dalla vetta, si gode di belle viste sulle due valli Ferret e, viste ancor più suggestive, sui ghiacciai di Pré de Bard e Triolet con, rispettivamente, le cime delle Aiguilles Rouges e dell’Aiguille de Lescaux. Il ritorno, se effettuato sull’ Arête des Plantins, consente di godere maggiormente delle viste sulle selvagge diramazioni della Val Ferret.
Avvicinamento
Dall’Italia si entra in Svizzera tramite il passo del Gran San Bernardo scendendo sino ad Orsiéres; qui si seguono le indicazioni per Val Ferret e La Fouly. Giunti al villaggio, si prosegue sulla strada di fondovalle arrivando al bivio poco sotto l’alpeggio di Ars Dessous da dove, deviando a destra, si scende leggermente ad uno slargo in prossimità del torrente, dove si può lasciare l’auto; se questo fosse occupato, si può lasciare l’auto negli slarghi al bivio sotto l’alpeggio.
Descrizione
Dal bivio si scende leggermente sulla sterrata alla destra, raggiungendo uno slargo nei pressi della Dranse de Ferret; la si attraversa su un ponte, seguendo sempre la sterrata per un breve tratto, trovando un bivio che ci fa deviare sul sentiero a sinistra (1795 m). Questo sale ripidamente fino ad intercettare di nuovo la sterrata, dalla quale si prosegue la salita alla sinistra; la si percorre, salendo alcuni tornanti, fino a trovare una baita isolata dopo la quale si trova un bivio dove si ignora il sentiero che si stacca alla sinistra (2063 m). Dopo pochi minuti, si arriva all’alpeggio di La Peule (2073 m), dove si trova anche un punto d’appoggio per il Tour del Monte Bianco. Subito oltre la struttura, si prende il sentiero che si alza verso sinistra che compie un largo tornante per poi iniziare un lungo traverso, col quale ci si alza dolcemente sul pendio erboso. Si attraversano alcuni ruscelli e, in corrispondenza di uno di questi, si tralascia un sentiero che si alza alla destra (2410 m); proseguendo sul comodo sentiero, si compie un largo semicerchio dopo il quale si salgono gli ultimi metri per raggiungere il Grand Col Ferret (2543 m). Da questo, si prende il sentiero che, sulla destra, traversa sotto il dosso erboso e raggiunge un colle dove si trova un cippo di granito (2547 m); Da questo bivio, si sale sul sentiero, molto scavato dall’acqua, che si dirige verso la dorsale erbosa e, dopo pochi metri, diviene molto ripido per risalirla fino ad un primo dosso; da qui, la pendenza, calando solo leggermente, ci fa giungere in breve all’ometto di vetta (2710 m). Ritornati al bivio in prossimità del cippo, scendiamo leggermente sul sentiero alla sinistra che, attraversando qualche ruscello, compie poi un traverso sul poco inclinato pendio erboso; rimanendo al di sopra del sentiero, di salita si giunge ad un colletto (2434 m) per poi risalire, di fronte sulla dorsale, un breve tratto ripido dopo il quale, con la pendenza che spiana, si arriva alla quota 2465 m, punto più elevato dell’Arête des Plantins. Per la discesa, si ritorna al vicino colletto a quota 2434 dal quale, deviando a sinistra si scende per raggiungere il sottostante sentiero di salita e proseguire così il rientro.



































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