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Cima del Tirone, Cima Mattaroni (anello) – Bognanco (VB)
| Quota | 2197 (Cima del Tirone), 2236 (Cima Mattaroni) |
| Dislivello | 681 |
| Difficoltà | E |
| Segnavia | D08, s.n., D00, bolli bianco rossi |
| Tempo | 4h00’ (anello completo) |
Le Cime del Tirone e Mattaroni si trovano sulla panoramica dorsale di confine italo svizzero compresa tra il Passo di Monscera e la Bocchetta di Gattascosa, nell’alta Val Bognanco. Il percorso si sviluppa su sentieri ben segnati con bolli di vernice e paline ad ogni bivio; fino poco sotto il Passo di Monscera, si cammina su poderale e successivamente, sul tratto di dorsale, pur non essendo un sentiero “ufficiale”, l’itinerario è ben evidente ed indicato anche da alcuni ometti. Sul percorso non si incontrano difficoltà tecniche, ma solo qualche passaggio per risalire il canale roccioso sotto la Cima Mattaroni ed il breve tratto, molto ripido, che scende alla Bocchetta di Gattascosa; non volendo percorrere questa scorciatoia, si prosegue per un breve tratto il sentiero che scende in Svizzera andando ad incrociare quello che, dai sottostanti laghi Sirwolte, risale alla Bocchetta. Passando poi dal panoramico rifugio Gattascosa e dal vicino lago Ragozza, si arriva facilmente a chiudere l’anello al rifugio San Bernardo. Il tratto più panoramico è senz’altro quello che dal Passo di Monscera, arriva alla Bocchetta di Gattascosa: qui la fanno da padrone le imponenti Weissmies, Lagginhorn e Fletschhorn mentre, poco più lontano, si ha una bella visuale sul Monte Leone e Breithorn in zona Passo del Sempione; ampia è pure la vista sulla valle di Bognanco e le le cime del comprensorio con il Pizzo Pioltone ed il Giezza.
Avvicinamento
Si percorre la A-26 Genova-Gravellona Toce sino al suo termine di Gravellona; da qui si prosegue sulla superstrada in direzione confine di stato uscendo allo svincolo di Domodossola sud. Raggiunto il capoluogo, si seguono le indicazioni per Bognanco da dove si continua verso la località San Bernardo, lasciando l’auto nei comodi parcheggi.
Descrizione
Dall’Alpe San Bernardo si imbocca la sterrata sino al vicino bivio segnalato dalle paline al quale si rimane alla destra; dopo una lieve discesa, si attraversa il Rio Rasiga e, risaliti un paio di tornanti nel bosco, si trova un bivio segnalato dalle paline (1631 m); proseguendo, si arriva in breve al rifugio Il Dosso (1739 m); superatolo, si prosegue ignorando un paio di bivi che si diramano poco sopra alla destra. Più avanti, sempre sulla strada, si vede alla sinistra l’Alpe Monscera (1978 m) e, ignorato poco dopo un altro bivio con un sentiero che si diparte alla destra (1985 m), si arriva al bivio, anche qui segnalato dalle paline, per il rifugio Gattascosa,(2008 m). Qui si abbandona la sterrata proseguendo alla destra sul sentiero che, con percorso semicircolare, si alza dolcemente passando poco distante dal lago di Monscera per arrivare, con un ultimo ma breve strappo un po’ ripido, al vicino Passo di Monscera (2106 m). Dalla larga insellatura, si devia alla sinistra prendendo un sentiero che si alza nei pressi di un piccolo riparo diroccato; qui la pendenza si impenna decisamente col sentiero dal fondo di rocce rotte che, con stretti e ripidi tornanti, sale alla vicina Cima del Tirone, dove si trova una statua che ricorda gli “spalloni” ossolani (2197 m). Dalla cima si continua dalla parte opposta, con solo pochi metri un po’ esposti sul lato svizzero, scendendo sulla evidente dorsale alla vicina Bocchetta di Mezzo (2154 m); ora il sentiero riprende a salire tra bassa vegetazione dirigendosi verso una puntina rocciosa che si supera passando di poco alla sua sinistra. Il sentiero prosegue con un breve tratto pianeggiante leggermente alla sinistra del filo arrivando nei pressi di un’altra puntina rocciosa; appena sotto questa si trova una biforcazione del sentiero e, qui, si prende quello che, verso sinistra, va a superarne le roccette. Si continua ora con un breve tratto rettilineo che si avvicina ad un canale di rocce rotte e, risalitolo, si arriva all’ometto di vetta della Mattaroni (2236 m). Da questo, proseguendo dalla parte opposta, si scende leggermente passando alla sinistra di un grosso ometto, poco sotto il quale si trova un bivio del sentiero; prendendo quello di sinistra, si scende ripidamente arrivando in breve alla Bocchetta di Gattascosa (2142 m); non volendo percorrere questa scorciatoia, si prosegue per un breve tratto il sentiero che scende in Svizzera andando ad incrociare quello che, dai sottostanti laghi Sirwolte, risale alla Bocchetta. Dallo stretto intaglio, si devia alla sinistra col sentiero che, con fondo pietroso, perde quota sulla sinistra orografica della piccola valle; poco dopo aver superato una paretina di rocce lisce, si giunge alla sommità di un ripido canale di erba e sassi che, ridisceso, ci fa arrivare al rifugio Gattascosa (1998 m) dove si trovano le paline dei sentieri. Da queste, scendendo, si devia a destra col sentiero che, dopo una breve risalita ridiscende per arrivare alle sponde del Lago Ragozza (1958 m); rimanendo alla sinistra dell’emissario, si perde quota passando alla destra di una baita diroccata e, più sotto, si mette piede nell’ampia torbiera di Gattascosa che si attraversa su una lunga passerella lignea. Arrivati alla parte opposta, si rientra nel bosco arrivando al termine del sentiero che giunge ad intercettare una comoda mulattiera (1678 m); percorrendola alla sinistra, si taglia la fiancata boschiva giungendo allo slargo del rifugio San Bernardo dove si continua per pochi minuti per raggiungere il punto di partenza.






























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