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Tête Doreire – Cogne (AO)
| Quota | 2890 |
| Dislivello | 1200 |
| Difficoltà | E |
| Segnavia | 16G, s.n. |
| Tempo | 3h45’ |
La Tête Doreire è un grosso promontorio situato sulla destra orografica del vallone dell’Invergnaux, nel comune di Cogne, sotto la cresta che unisce la Punte Jean Vert e la Punte Tessonet; negli ultimi metri di dislivello è formata da numerosi dossi erbosi sul più alto dei quali si trova un piccolo ometto. Fino al bivacco Mugia-Glarey si cammina su ottimo sentiero e, da questo, si cammina senza percorso obbligato su numerosi dossi verso nord-ovest arrivando a quello più elevato. L’escursione non presenta alcuna difficoltà e potrebbe essere la naturale continuazione e meta della gita che, di solito, si conclude al bivacco. Il panorama è limitato al vallone, con un bel primo piano sulla vicina Tersiva, sulla cresta della Penne Blanche e sul Colle Invergneux con, appena sotto, uno dei laghi Doreire; verso nord si vedono le belle piramidi del Mont Emilius e della Garin. Oltre al dislivello di medio impegno, bisogna considerare che il percorso si sviluppa sulla distanza di circa 22 km.
Avvicinamento
Si percorre la A-5 Torino-Aosta e, superato la barriera di Aosta est si esce a quello successivo di Aosta ovest prendendo la direzione per Cogne; alla rotatoria all’ingresso dell’abitato si devia a sinistra e così anche alla successiva seguendo l’indicazione per Gimillan. Giunti alla frazione si lascia l’auto nel comodo parcheggio al suo ingresso e camminando verso le case si devia a destra sulla strada che compie una curva dopo la quale si trovano le paline informative sugli itinerari della zona.
Descrizione
Dalle paline si sale per il pascolo con il sentiero che, compiuti un paio di tornanti, raggiunge un bivio segnalato da altre paline al quale si devia sulla sinistra; raggiunta poco sopra una poderale la si costeggia sino al bivio con la palina indicante il vallone del Grauson (1861 m). Passati accanto ad un piccolo rudere si prosegue a mezzacosta superando un bivio nei pressi di una cappelletta (1903 m) ed uno successivo al quale si tiene la destra (1922 m). Poco oltre si perde un po’ di dislivello scendendo verso il torrente che si oltrepassa su di un ponte in legno incontrando un altro bivio (1905 m) nei pressi dell’alpeggio di Ecloseur al quale si devia a sinistra; il sentiero ora sale dolcemente traversando i pascoli del basso vallone del Grauson arrivando verso il fondo dove, dopo aver ignorato il sentiero che scende sulla sinistra, si rimontano alcune balze rocciose alla destra della baita isolata di Pila. Dopo aver contornato il promontorio si risale un breve pendio erboso sopra il quale si piega a sinistra attraversando a mezzacosta un piccolo bosco di conifere; superatolo si sale verso un dosso con un crocefisso dopo il quale si rimane alla sinistra ad un bivio (2296 m) e, dopo una leggera discesa, ci si avvicina alle baite di Grauson inferiore (2284). Senza raggiungerle si rimane alla destra del torrente risalendone il percorso rimanendo alla sua destra per poi attraversarlo su un ponticello per risalire un corta gola erbosa sopra la quale si arriva ad un bivio segnalato dalle paline (2398 m). Qui si prende il sentiero di destra e, superato un ponticello si prosegue in leggera pendenza arrivando ben presto alle baite di Pralognan (2416 m); il tracciato compie poi un ampio semicerchio contornando a mezzacosta il bel vallone senza guadagnare troppo dislivello e, prima di raggiungere il torrente di fondovalle, arriva all’alpeggio di Erveilleres (2523 m). Lasciando le baite alla sinistra, si continua sul sentiero guadagnando leggermente quota sino ad un bivio segnalato da una palina (2613 m). Qui si devia a sinistra su una traccia inerbita, ma ben indicata dalle frecce di vernice, che ci fanno alzare sul pendio; poco sopra il sentiero devia decisamente a destra continuando a mezzacosta per aggirare a sinistra un basso costone ed attraversare una piccola conca erbosa. Si continua ancora a mezzacosta, senza guadagnare dislivello, aggirando un secondo basso costone oltre il quale il sentiero compie un traverso un po’ esposto, ma ben protetto da corde fisse, che attraversa un canale detritico arrivando alla sommità di una cascata. Da questo punto si devia decisamente a sinistra verso il primo dosso dalla sommità del quale si vede il bivacco che si raggiunge in qualche minuto. Raggiuntolo, si prosegue alle sue spalle passando nei punti di minor pendenza dei primi dossi; dopo una quindicina di minuti si arriva nella parte alta dove si trova il dosso più alto con alla sommità un piccolo ometto.


























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