Laghi del Nivolet (Nero, Trebecchi, Rosset, Leytà, Nivolet), anello – Valsavarenche (AO)

19 luglio 2026 at 16:44

giancarlo

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Quota 2765 (Nero), 2738 (Trebecchi), 2701 (Rosset), 2694 (Leytà), 2526 (Nivolet)
Dislivello 1007 (anello)
Difficoltà E
Segnavia 3A, 9, s.n., 3C,3
Tempo 5h15’ (anello completo)

 

 

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Questa lunga escursione ad anello (20 km) si sviluppa al confine della Valle d’Aosta con il Piemonte e, più precisamente, nel territorio di Ceresole Reale e Pont Valsavarenche. In questa zona si trovano questi cinque grandi laghi alpini situati ad una quota che va dai 2765 m del Lago Nero, il più elevato, ai 2526 m del Nivolet; una volta raggiunto il primo, il dislivello per quelli successivi è minimo e consta di qualche piccolo saliscendi. Gli ambienti che si attraversano sono quelli della media montagna ma, durante il percorso, si possono ammirare panorami eccezionali sulle numerose cime della zona con il gruppo del Gran Paradiso, le Cime Basei, del Carro e delle Levanne, senza trascurare quelle più escursionistiche come il Taou Blanc e la Leynir; molto bello, anche se lungo, è il Vallone del Nivolet con i suoi grandi pascoli. Pur non trovando difficoltà tecniche, la gita è consigliata ad escursionisti allenati.

Avvicinamento

Si percorre la A-5 Torino-Aosta e si esce al casello di Aosta ovest proseguendo verso Courmayeur; giunti a Villeneuve si devia seguendo l’indicazione per la Valsavarenche. Risalita tutta la valle, si arriva al villaggio di Pont dove si lascia l’auto nel comodo parcheggio.

Descrizione

Dalle paline dietro il ristorante, si sale sul sentiero che, su terreno a tratti un po’ dissestato, arriva con pendenze alterne alla panoramica Croce de la Roley (2315 m); da questa si prosegue sul sentiero per pochi minuti fino ad un bivio dove si svolta a destra verso il casotto del Parco di Plan Borgnoz (2330 m). Dal bivio si scende leggermente sino alla Dora del Nivolet, che si attraversa su un ponte di legno, per poi riprendere la salita; dopo alcuni tornanti si arriva nei pressi delle baite di Teureun (2396 m). Lasciatele alla sinistra, si prosegue sul sentiero che più sopra arriva ad intercettare la vecchia strada del Nivolet (2489 m); la si segue su terreno quasi pianeggiante per un buon tratto verso sinistra fino a trovare, alla destra, il sentiero proveniente dal casotto di Plan Borgnoz (2493 m). Si cammina ancora per qualche decina di metri fino a trovare sulla destra un basso canale di rocce rotte dove, alla base, si trovano un paio di ometti (2509 m). Sul lato destro di questo canalino, si trova una labile traccia di terra e rocce rotte che ne risale il breve tratto; poco sopra si trova il sentiero, ora evidente su terreno erboso, che, con alcuni ripidi tornanti, risale il costone alla sinistra del largo canale erboso. Arrivati poco sotto una piccola bastionata rocciosa, si devia decisamente a sinistra percorrendo un traverso a mezzacosta che, in leggera salita, arriva ad una piccola pietraia; seguendo gli ometti la si supera con un paio di passaggi atletici ritrovando poi il sentiero. Dopo questa si continua sul traverso fino ad un pianetto dove si attraversa il rio di una sorgente; poco oltre si arriva ad una roccia isolata dove si trova un bivio un po’ inerbito dal quale si devia a destra. Si continua ancora per un breve tratto a mezzacosta fino ad un piccolo pedio erboso, un po’ ripido, sopra il quale si giunge in vista del lago che si raggiunge con una leggera discesa di poche decine di metri. Dalle sue sponde si sale leggermente sul pendio alla sinistra, dove si trova un piccolo ometto, per scendere sul sentiero ben marcato che piega verso destra; si compie poi un traverso su un poco pendio erboso arrivando ad un bivio dove si continua alla destra (2735 m). Si sale, quindi, verso un poco marcato colletto (2760 m), dal quale si scende verso l’ormai visibile primo dei Laghi Trebecchi che in breve si raggiunge (2738 m); lo si contorna sulla destra per raggiungere il secondo dove poi si segue la sponda verso sinistra per abbandonare il bacino e salire leggermente, verso sinistra, andando ad intercettare un sentiero.(2732 m). Questo lo si percorre verso destra compiendo un lungo traverso sino a trovare un largo sentiero che si attraversa per scendere verso il vicino lago Rosset (2701 m), il più esteso. Si costeggia ora la sua sponda inferiore dove si taglia un sentiero per proseguire sul piccolo pendio di fronte; raggiunto il vicino punto massimo, si arriva in vista del lago Leytà che si raggiunge dopo una breve discesa (2694 m). Da qui, si piega alla sinistra andando a trovare il sentiero che si segue verso destra; attraversato l’estuario del lago, si continua sul sentiero ben marcato che passa poco al di sopra ad un piccolo, bacino giungendo ad un bivio segnalato dalle paline (2694 m). In discesa, aggirato un piccolo promontorio, si passa sotto una cascata dopo la quale si trova un bivio al quale, volendo, si devia alla sinistra per raggiungere il vicino alpeggio di Riva (2618 m); ritornati al bivio si devia a sinistra perdendo rapidamente quota sul sentiero, segnato dalle frecce gialle, che raggiunge il fondovalle dove si trova il lago Nivolet, nei pressi del quale è ubicato il rifugio Savoia (2537 m). Si continua, ora, sulla strada sino a trovare le paline che ci fanno deviare alla destra perdendo dolcemente quota nell’ampio vallone (2535 m); dopo un lungo tratto di sentiero si arriva ad un bivio, nei pressi delle baite di Grand Collet, segnalato dalle paline e al quale si prosegue diritto (2401 m). Ci si avvicina, più avanti, ad alcune basse rocce lisce che si aggirano sulla sinistra, seguendo le indicazioni dei segnavia che, con qualche saliscendi, ci accompagnano sino al bivio a quota 2330 m, dove si chiude l’anello e dal quale si scende sul percorso dell’andata.

 

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