Cima Massero – Boccioleto (VC)

26 aprile 2026 at 15:17

giancarlo

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Quota 1696
Dislivello 1073
Difficoltà E
Segnavia 387, 388, 383,389, bolli bianco-rossi
Tempo 2h45’ (Cima Massero), 4h30’ (anello)

 

 

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La Cima Massero si trova sulla destra orografica della Val Cavaione, nella media Valsesia, nel territorio settentrionale di Boccioleto; l’itinerario, parzialmente ad anello, si sviluppa su sentieri ben segnalati dalle paline e dai bolli di vernice e, nella parte bassa segue il percorso segnalato dei Sentieri dell’Arte, dove si attraversano bei borghi e numerose cappellette votive. Durante la gita non si incontrano difficoltà se non, volendo, solo il tratto ripido nella faggeta per arrivare all’Alpe Campo Alto. Da questa si gode di una bella vista sul massiccio del Monte Rosa e sull’alta Valsesia che, una volta raggiunta la cima, diviene ancor più spettacolare e ravvicinata, allargandosi poi al territorio del biellese, ad ovest, e all’adiacente Val Cavaione, verso est. Durante la prima parte della discesa, si passa anche dalle belle baite dell’Alpe Seccio, dove si trova anche l’omonimo rifugio. L’escursione, viste le quote e l’esposizione, è consigliata nei periodi di inizio e fine stagione escursionistica.

Avvicinamento

Si percorre la A-26 Genova Gravellona Toce e si esce al casello di Romagnano Sesia; si seguono le indicazioni per Varallo, Alagna e, giunti a Balmuccia, si devia a destra verso Boccioleto; qui si lascia l’auto nel parcheggio alla sinistra in corrispondenza del monumento, o in quello sottostante, attigui alla chiesa.

Descrizione

Dal parcheggio si sale brevemente sulla strada sino all’ingresso della chiesa dove, sulla destra, parte l’itinerario segnalato dalla palina; attraversate le case si trova, al termine di un piccolo parcheggio, l’inizio del sentiero. Appena usciti dall’abitato, si passano le poche case di Moline arrivando alla cappella Casa Milanetto (768 m), antistante poche decine di metri dal villaggio di Ronchi (844 m); giunti alla strada asfaltata (933 m), la si percorre per poche decine di metri ritrovando il sentiero che si alza alla sinistra in corrispondenza di un muretto di contenimento. Passati alla sinistra della chiesa della Madonne delle Grazie, si supera il villaggio di Ormezzano (972 m) rientrando nel bosco; arrivanti  in breve alla cappella del Genestroso, si attraversa poco dopo il villaggio di Solivo (1022 m), sopra il quale si trova la cappella San Nicola di Bari e l’Oratorio di S. Antonio di Padova. Rientrati nel bosco, il sentiero sale un po’ ripido ma ben gradinato, andando a raggiungere un bivio, (1043 m) dove, tralasciato il sentiero che sale a destra, si imbocca quello di sinistra che, dopo un breve tratto con poca pendenza, va ad attraversare un rio. La traccia si sposta leggermente alla sinistra per poi risalire più direttamente la faggeta, con stretti e ripidi tornanti ben segnati dai bolli di vernice; qui si supera l’Alpe Mulinè (1371 m) e, poco sopra questa, un rudere dal quale si ha un bello scorcio sull’opposto versante della valle. Da qui, rientrati nel bosco, si prosegue sempre su terreno ripido arrivando alle panoramiche baite dell’Alpe Campo Alto (1467 m); lasciate le baite alla sinistra, si continua sulla larga dorsale superando un paio di ruderi, dopo di che il sentiero,  salendo con alcuni strappi per un buon tratto alla sinistra della cresta, ne riprendo il filo per giungere ad un bivio segnalato da una palina (1616 m). Da questo si prosegue con qualche lieve saliscendi per poi, attraversata una zona con cespugli di bassa vegetazione, giungere in vista della vicina cima; questa la si raggiunge con un ultimo breve strappo aggirandola alla sinistra. Ripreso il sentiero di salita, si scende sino al vicino bivio a quota 1616 m dal quale il sentiero perde quota spostandosi decisamente alla sinistra; giunti sopra l’ampio pascolo dell’Alpe Piana delle Rive (15670 m), si raggiungono le baite sotto le quali, verso sinistra, si riprende il sentiero che, poco sotto, raggiunge una sterrata. La si attraversa ed in breve si arriva alle panoramiche baite dell’Alpe Seccio dove si trova l’omonimo rifugio (1388 m); si continua scendendo tra le baite col sentiero che, in breve, raggiunge un vicino bivio dal quale si prosegue deviando alla destra. Si superano le baite dell’Alpe Sass (1302 m) e, poco sotto l’omonima cappelletta; passati anche i ruderi dell’Alpe Daloch (1268 m), si arriva ad incrociare nuovamente la sterrata che si percorre per poche decine di metri in discesa. Arrivati al tornante, si trova la Cappella del Selletto (1209 m) da dove si prosegue la discesa alla sua destra; perdendo velocemente quota, si ritorna al bivio incrociato a quota 1043 m. dal quale si rientra sul percorso di salita.

 

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