Punta Zumstein – Gressoney L.T. (AO)

31 luglio 2014 at 10:11

giancarlo

0

 

Quota 4573
Dislivello 1396
Difficoltà PD -

 

Traccia GPS

Visualizza con Google Earth

Altimetria e dettagli

 

La Punta Zumstein è situata tra la Punta Dufour e la Punta Gnifetti ed è la prima, dopo la Dufour, che si trova sulla lunga e bella cresta di “4000″ che arrivano, più in basso, alla Punta Giordani. Essa ha una forma piramidale con fiancate nevose ed alcune rocce sommitali; per la salita dalla via normale si percorre la sua cresta sud est che, se pur corta come sviluppo, presenta un breve tratto abbastanza ripido (40°) e a seconda delle condizioni può essere esile con alcuni punti di ghiaccio vivo. Meno frequentata sicuramente della vicina Punta Gnifetti, dove si trova il rifugio Margherita, offre comunque un panorama invidiabile sulle vicine Dufour e Nordend e spettacolare sui grandi ghiacciai dove si trovano gli altri “4000″ del gruppo del Monte Rosa. Il raggiungimento di questa punta può naturalmente essere concatenato ad altre vicine con brevi deviazioni così da completare al meglio possibile la giornata alpinistica.

Avvicinamento

L’accesso alla partenza può essere effettuato sia da Alagna Valsesia percorrendo la a-26 Genova-Gravellona Toce e, uscendo a Romagnano Sesia seguire le indicazioni per Varallo ed Alagna, sia dalla Valle d’Aosta percorrendo la A-5 Torino-Aosta e, uscendo al Casello di Pont St. Martin seguire le indicazioni per Grassoney la Trinité e la frazione di Staffal.  Dalle due località si prendono gli impianti di risalita che confluiscono al Passo dei Salati e da qui la funivia che arriva ai piedi del ghiacciaio di Indren.

Descrizione

Dall’arrivo della funivia si scende di qualche metro e, traversando una piccola pietraia, si raggiunge la lingua del ghiacciaio dal quale si inizia un ampio semicerchio verso sinistra passando tra i piccoli crepacci paralleli al senso di marcia; traversando i pendii sotto la Punta Giordani e la più imponente Piramide Vincent ci si indirizza verso l’alta bastionata rocciosa alla sinistra e più precisamente verso una evidente cengia obliqua. Raggiuntala si inizia la sua risalita dove la presenza di canaponi e scalette aiutano la progressione sulle ripide roccette dalla a cui sommità si mette piede sul ghiacciaio superiore; dalla parte opposta si vede il rifugio Gnifetti sopra uno sperone roccioso, che però non si raggiunge, ma giunti all’incirca a metà della facile traversata del pendio ghiacciato verso di esso si devia decisamente a destra per risalire direttamente il pendio un po’ ripido. Quando la pendenza spiana leggermente si arriva al ghiacciaio del Garstelet che si inizia a percorrere prestando molta attenzione ai numerosi crepacci che si trovano perpendicolari al senso di marcia; a seconda della traccia, comunque quasi sempre presente, si compiono larghi tornanti alternati a tratti di salita più diretti su pendenze abbastanza sostenute dove si rimane però a debita distanza dai grandi seracchi incombenti alla nostra destra alla base della Piramide Vincent. Dopo questo tratto la pendenza diminuisce un po’ e si continua passando alla sinistra dell’isolotto roccioso del Balmenhorn dove è ubicato il bivacco Giordano ed l’imponente statua del Cristo delle Vette; compiuto il largo aggiramento la pendenza aumenta lievemente e si raggiunge in breve l’ampia insellatura glaciale del Colle del Lys (4252 m) dalla quale si ha davanti ben visibile la punta da raggiungere appena alla destra dell’imponente Punta Dufour. Ora si deve perdere qualche decina di metri di dislivello tenendosi sulla destra del pendio ma rimanendo anche qui a distanza di sicurezza dai grandi crepacci percorrendo poi in piano un traverso sotto le seraccate dei ripidi pendii che scendono dalla Punta Parrot. Transitati sotto la parete settentrionale della Punta Parrot si continua il largo semicerchio con la pendenza che, sotto il Colle Sesia,  inizia ad aumentare risalendo il pendio che taglia la base dalla Punta Gnifetti. Arrivati dove il ghiacciaio spiana leggermente, sotto la verticale del Colle Sesia, la pendenza aumenta ancora un po’ e faticosamente si giunge dove la traccia si biforca e qui si prende quella di sinistra che si alza in un largo pendio; al termine di questo si mette piede su un colletto (4500 m circa) dal quale inizia la cresta che, sulla sinistra, porta in vetta. Questa, all’inizio poco inclinata e poi per un tratto più ripida (40°), la si percorre prevalentemente appena spostati sul lato sinistra o sul suo filo sino alle facili roccette dove si trova una statuetta della Madonna situata qualche metro sotto il punto più elevato.

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *